JulienMauve-Chat, post e messaggi sui social network, whatsapp: modi e i canali per comunicare si moltiplicano e si evolvono. Mail e sms sembrano quasi preistoria. Eppure proprio oggi che la parola d’ordine è condivisione, si sta diffondendo sempre di più il fenomeno della tecno-solitudine. E’ forse per esorcizzare il fenomeno, che gli studenti iscritti al master di computer grafica di BigRock sono stati chiamati a raccontare una storia sulla tecno-solitudine che faccia ridere, piangere, emozionare o riflettere. Si sceglie il genere tra i 18 proposti – dall’avventura, al fantasy, horror, storico, romantico, thriller, solo per citarne alcuni –  si trova titolo e sottotitolo e poi via libera alla fantasia. Si condivide il tutto sui social network e la storia prescelta e più votata prende letteralmente vita. Smartphone e tablet sono diventati quasi un’estensione delle nostre mani. Telefoniamo guardandoci, camminiamo digitando sms, fotografiamo attimi e filmiamo ricordi prima ancora di viverli. Forme di autismo digitale ci rendono asociali anche nei momenti di socialità. Chiacchieriamo scorrendo immagini e post. Commentiamo tutto con sconosciuti virtuali. Ci raccontiamo attraverso un account che ci invita a dire “mi piace”. Contiamo moltitudini di amici mai visti.Interrompiamo rapporti congelando o cancellando nomi. Accettiamo richieste di amicizie fantasma.Gli spunti per le storie sono tanti. Ma la tecno-solitudine non è solo storie da raccontare: ci sono anche gli scatti della fotografa parigina “Lonely Window”, un reportage di Julian Mauve. Sono ritratti leggermente inquietanti di uomini e donne illuminati dalla luce dello schermo del pc, con le bocche chiuse, gli occhi fissi, il collo leggermente inclinato, l’espressione concentrata, ma vuota, quasi persa in qualcosa. Insomma, fotografie della nostra perenne distrazione, una serie di scatti che vuole introdursi nel dibattito tecno-solitudine. Attraverso il bagliore crepuscolare della tecnologia, lo schermo diventa una finestra, apre a un nuovo mondo e contemporaneamente introduce un nuovo tipo di solitudine. Sono due facce della stessa medaglia.
L’orologio ipogeo

L’orologio ha sempre assunto una valenza artistica e simbolica. Un esempio formidabile è il famoso orologio di Piazza San Marco a Venezia, costruito nel 1493...