In questi ultimi tempi si parla molto delle auto senza pilota, che guideranno sulle strade in autonomia, trasportandoci dove desideriamo, super-accessoriate con sensori di prossimità, infrarossi e telecamere; ma c’è chi è andato oltre a questa visione futuristica, spostando l’asticella ancora più in avanti, o forse, sarebbe meglio dire… più in alto! AirBus, costruttore europeo di aeromobili, ha dichiarato all’agenzia Reuters di essere pronto a collaudare entro fine anno il primo prototipo di aereo-taxi completamente autonomo. L’idea di AirBus è, dunque, quella di rivoluzionare il trasporto urbano grazie a una flotta di piccoli apparecchi a decollo verticale in grado di ospitare un solo passeggero. Una via di mezzo, insomma, tra grossi droni e piccoli elicotteri, in modo da abbattere il tempo di percorrenza da un punto all’altro delle grandi città, evitando così tutti i rallentamenti del tradizionale spostamento su quattro ruote, tipico delle strade metropolitane. Il progetto, nome in codice “Vahana”, se può sembrare futuristico e quasi da fantascienza, è in realtà molto concreto, e l’azienda sta già investendo molto per portare a realizzazione il primo prototipo, con la mission (impossible?) di proporlo come possibilità concreta e reale nel mercato della mobilità entro il 2021. Oltre che avveniristica, la tecnologia che sta dietro al drone-taxi sarà anche pulita ed ecologica, infatti il mini-aereo si solleverà in volo attraverso la potenza erogata da 4 rotori ad energia elettrica, rotori che potranno mutare la loro posizione in fase di partenza e arrivo, in modo da permettere al velivolo di decollare e atterrare verticalmente, cosa questa assolutamente fondamentale in ambiente urbano (ad esempio per sfruttare anche le superfici piane sulla sommità dei grattacieli). Da un punto di vista legale e burocratico la cosa è ancora invece tutta da stabilire, ma al momento questa non sembra essere una preoccupazione per AirBus, che sta impiegando le proprie energie per dare la luce al primo esemplare di drone taxi della storia dell’umanità! Convincere poi le prime persone a farne uso, sarà, molto probabilmente, un’altra grande sfida da affrontare, cercando di far superare ai clienti la paura di volare addirittura senza un pilota, ma affidandosi totalmente ai calcoli di un computer! A livello militare esistono già da molo tempo velivoli senza pilota, ma compiere il salto e portare ciò nel trasporto passeggeri è tutto un altro paio di maniche!

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