imageChe i droni non fossero stati pensati solo per adempiere a scopi militari, era già noto a tutti, così come sapevamo che collegare una piccola telecamera a un quadcopter (il modello con quattro eliche, una per ogni angolo della sua forma quadrangolare) è un’abitudine piuttosto diffusa per ottenere immagini mozzafiato dall’alto di qualsiasi panorama, cittadino e non. E in effetti, risulta difficile oggi trovare una produzione video (nelle fiction televisive, come nei documentari e addirittura nel cinema) che non si avvalga dei droni per qualche inquadratura particolare, e questo principalmente perchè, attraverso i droni, sono possibili nuove modalità espressive seguendo la scena lungo un percorso dove i classici carrelli elevatori non possono essere utilizzati. In sostanza, i droni donano alla ripresa un’impressione 3DDurante il volo, il controllo da remoto a terra permette di orientare la macchina da presa per effettuare panoramiche a 360 gradi, ‘zoommare’ o aprire il diaframma. Oltre a questi risvolti ‘visivi’, l’impiego dei droni abbatte i costi di utilizzo di alternative quali elicotteri o aerei, consentendo riprese spettacolari ad un budget contenuto. Peculiari le riprese aere richieste nei documentari: i droni possono essere trasportati facilmente anche grazie alla loro leggerezza, tale da consentirne il trasportato in borse e zaini, fattore, questo, che li rende adatti ad essere utilizzati anche in luoghi remoti e impervi, lontano dalle infrastrutture necessarie per i velivoli tradizionali. Il drone può muoversi a pochi metri da terra, sorvolare con facilità terreni, specchi d’acqua, pendii innevati o cascate, salire fino ad una altezza capace di contenere lo scenario più ampio. Quello che mancava è stato di recente realizzato con questa tecnica dallo studio di produzione Fiction, che, utilizzando una GoPro Hero 3 montata su di un quadcopter DJI Phantom, documenta il viaggio effettuato dall’Isola di Man alla Florida orientale, fino alla California. Come si nota dal video, il movimento del drone è fluido e senza scatti, regalando immagini che sembrano provenienti da un videogioco tanto sono nitide e pulite, ma sono tutte una riproduzione quantomai aderente alla realtà. 

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